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| L'Otturatore |
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| Scritto da Leonardo | |
| mercoledì 31 ottobre 2007 | |
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L’otturatore può essere immaginato come un sipario che si apre contemporaneamente dal basso verso l’alto e viceversa, al centro della pellicola mostrandole la scena grazie alla luce catturata dall’obiettivo e regolata dal diaframma. Ecco perché una corretta regolazione dell’apertura del diaframma è importante per la buona riuscita di una foto. Immaginate di stare al teatro: si apre il sipario e dietro c’è una luce che vi viene sparata contro. Sarà impossibile vedere correttamente la scena perché ci sarà una sovraesposizione cioè troppa luce indirizzata verso la vostra vista. Ecco cosa prova una pellicola quando si apre l’otturatore: spera sempre che gli arrivi una quantità giusta di luce. In più l’otturatore dovrà rimanere aperto per tutta la durata della scena in modo tale che la pellicola possa imprimere l’immagine proiettata. Tornando all’esempio di prima se il sipario si chiude a metà della scena avrete visto sì qualcosa…ma non tutto! I tempi di apertura dell’otturatore sulle vecchie macchine fotografiche si poteva regolare tramite un selettore secondo la seguente scala:
Per comprendere meglio come utilizzare i tempi sopra esposti esamineremo un esempio: per fotografare un soggetto in movimento (auto in corsa, corridore di bicicletta, acqua in movimento, ecc.) dobbiamo riuscire a congelare un preciso istante del movimento stesso per non far risultare la fotografia “mossa”. Per fare ciò dovremo quindi diminuire il tempo di apertura dell’otturatore (su valori intorno a 1/250 o superiore). Su soggetti fermi potremo utilizzare valori intermedi. In altri casi come per esempio in presenza di poca luce si useranno tempi più lunghi per permettere alla pellicola di imprimere quanta più luce possibile e comporre l’immagine. In questo ultimo caso il nostro soggetto dovrà essere però immobile. |
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| Ultimo aggiornamento ( martedì 08 gennaio 2008 ) |






