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domenica 13 aprile 2008 |
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Nato in Allentown, Pennsylvania nel 1923, Leonard Herman già dai primi anni dei suoi studi universitari scopre il suo interesse per la fotografia. Sono anni difficili in tutto il mondo a causa della Seconda Guerra Mondiale e anche Leonard non poté tirarsi indietro chiamato a servire il proprio Paese. Dopo questo periodo in cui interruppe sia la sua carriera inizio l’apprendistato presso lo studio di un famoso ritrattista dell’poca, Yousuf Karsh, dove rimase per circa un anno. Di questo periodo ricordiamo la foto ritratto fatta ad Albert Einstein. Finalmente nel 1948 Leonard aprì il suo primo studio fotografico a New York operando come fotografo free-lance per diverse riviste. Frequentò assiduamente i più famosi Jazz club dell’epoca realizzando splendidi ritratti di personaggi divenuti ormai icone di questo genere musicale del calibro di Miles Davis, Duke Ellington, Billie Holiday, Dizzy Gillispie, Louis Armstrong e tanti, tanti altri. Se solo si pensa alla difficoltà che Leonard ha dovuto affrontare per la realizzazione di tali scatti rimaniamo stupiti di come ci siano giunte queste immagini date le difficoltà tecniche (ambienti spesso poco illuminati) per la loro cattura e considerato anche gli apparecchi fotografici dell’epoca. Leonardo usò infatti diversi espedienti al fine di aumentare la sensibilità della sua macchinetta fotografica. Nel 1956 fu assunto da Marlon Brando come suo personale fotografo per documentare un viaggio attraverso il Far East e di ritorno da esso volò a Parigi dove rimarrà fino al 1980. Qui lavorò nel campo della moda e della pubblicità e divenne il corrispondente europeo della nascente ma già famosa rivista Playboy. Non smise mai di fotografare i grandi personaggi del Jazz nonostante le sue incursioni in altri ambiti e dopo l’esperienza parigina si diresse con la moglie e due figli a Ibiza dove rimase fino al 1988 per poi tornare negli Stati Uniti, precisamente a New Orleans. Siamo arrivati ai giorni nostri: agosto 2005, un tragico evento colpisce l’America: l’Uragano Katrina oltre agli innumerevoli danni arrecati alla zona colpita e al con un gran numero di vittime umani, distrugge lo studio di Herman. Solo dopo un lungo lavoro di ricerca operato dal suo staff ritrovò fortunatamente gran parte del materiale fotografico disperso e aprì un nuovo studio in California. Il materiale fotografico scattato durante gli anni 40, 50 e 60 è ora raccolto e gelosamente custodito negli archivi del Smithsonian Museum di Washington D.C. dato l’enorme valore storico che oggi rappresenta per il mondo intero. |