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Scritto da Leonardo
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Nato nel 1908 a Hale nel Cheshire - Inghilterra, trascorre i primi anni della sua formazione sui libri di letteratura attraverso i quali comincia a sviluppare un desiderio di “fuggire” dalla quotidianità della sua vita e intraprendere un lungo viaggio. Al diciottesimo anno di età, forte della sua convinzione, si imbarca su un cargo della Marina Mercantile che lo porterà a toccare diversi Paesi in tutto il mondo e a relazionare con culture differenti. Approdato in America nel 1929, l’anno della grande depressione, risente come tutti della profonda crisi economica ed è costretto a fare tanti diversi lavori per sopravvivere. Tornerà in Inghilterra due anni più tardi per lavorare con la BBC che era alla ricerca di un fotografo per una rivista interna: è il lavoro giusto per Rodger che matura una particolare abilità nell’uso degli apparecchi fotografici. Come ci raccontano le sue stesse parole Rodger è riuscito a fotografare i suoi soggetti solo grazie all’esperienza acquisita che gli permette di manovrare la macchinetta fotografica come una cosa naturale. Continua il suo viaggio attraverso il fotogiornalismo e memorabile è il lavoro svolto su Londra in guerra. Rodger fotografa le truppe in Algeria, in Birmania, nel Sahara ed oltre all’ottimo lavoro di fotoreporter si distinguerà anche per il suo eroismo che gli varranno ben 18 medaglie al merito. Sono gli anni in cui conosce Robert Capa e con il quale instaura un rapporto di stima e collaborazione che porterà i due fotografi insieme a Cartier-Bresson e Chim alla fondazione della Magnum Photos . Nel 1945 avviene un cambiamento fondamentale nella sua vita che influenzerà poi il suo modo fi fotografare: 20 aprile, campo di concentramento di Bergen-Belsen, la vista di centinaia di corpi senza vita, ammucchiati e sporchi desta in lui sdegno e disturbo. Decide che non avrebbe più messo a disposizione della sua fotografia gli orrori e la crudeltà della guerra e con la fondazione della Magnum gli viene affidato il compito di fotografare il Medio Oriente e l’Africa, terre che vivono ancora di tradizioni e usi lontani dalla vita dei paesi industrializzati, paesi dove Rodger, carico di esperienza per il viaggi compiuti negli anni passati gli permetteranno di entrare in contatto proprio con gli usi, le leggi le tradizioni dei popoli che visita, trovare il modo puro di vivere delle popolazioni africane, a stretto contatto con la terra e gli animali. Muore il 25 luglio del 1995 in Inghilterra prima di una grandiosa retrospettiva a lui dedicata che gli donerà l’immortalità. Inutile parlare dell’immenso valore del materiale lasciato da questo gentiluomo inglese. |